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Testi
Prefazione
a cura del Prof. Carlo Serra, Docente di Criminologia Università "La Sapienza" di Roma e di Psicopatologia generale Università Roma Tre.
Pensare ai segregati è ancora un altro tentativo per riflettere sui soggetti e su un "luogo" che da sempre mi hanno affascinato, attratto, accompagnato nel corso della mia vita professionale.
Dopo anni di studio, di intervento e di operatività come criminologo, rivedo alcune problematiche rimaste profonde e attuali ancora oggi, e tra quelle maggiormente complesse mi sorge ancora vivo e direi, irrisolto, un interrogativo "Si può amare nelle istituzioni segreganti?"
Questo testo cerca delle risposte, riportando all'attenzione l'indagine e l'analisi di una delle condizioni maggiormente restrittive della libertà, quali il Carcere e le Comunità chiuse.
Partendo da una descrizione storica delle Istituzioni totalizzanti, e dai rischi in esse esistenti, gli autori indagano gli effetti della restrizione della libertà a livelli primari della vita di ciascuno, quali l'affettività, la sessualità e gli aspetti relazionali dei soggetti relegati.
Di fronte all'importanza da tempo evidenziata nonché attribuita al reinserimento di chi ha deviato, e accanto all'attenzione delle conseguenze di una vita separata dalla società, questo testo si colloca in posizione centrale e innovativa circa l'interesse per l'identità dei devianti, nella specificità dei suoi aspetti più salienti, dando spazio a dinamiche importanti, come l'affettività, la sessualità e le relative patologie, all'interno delle strutture deprivanti della libertà personale.
Credo che questo testo sia un'importante analisi che tenta di riportare all'attenzione un tema che nonostante anni di pareri contrastanti, rischia di essere confinato ai soli ambienti accademici, e che pertanto oggi leggo con piacere ed interesse.
Anche perché proiettato nel senso di una più autentica civiltà, anche giuridica.
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